ARTISTI ROMAGNOLI – D

SILVANO D’AMBROSIO

Hayange, Francia, 1951

Ultima scena, Luogo d’intesa e Orme del passaggio sono opere realizzate nell’arco di un decennio. Comune è la scelta iconografica di un tavolo, non completamente apparecchiato e senza cibo, per improbabili convitati. Un tema semplice che, con i probabili rimandi della bianca tovaglia a una mensa sacra, instilla però un profondo senso di metafisica e religiosa attesa acuito dalle quasi palpabili vibrazioni degli alberi o delle tende dell’interno. Scene teatrali, quelle di D’Ambrosio, in cui gli attori non compariranno mai se non attraverso i meccanismi dell’allusione e della finzione.

TOMMASO DELLA VOLPE

Imola, 1883 - 1967

Se nell’opera Il barroccio sono evidenti i riferimenti a un clima post-impressionista – in specie decorativo, nordico e quasi alla Carl Larsson – che trova accentuazione nelle note squillanti del rosso della ruota e del blu del carro, in Le vele e i plaustri Della Volpe sospende ogni manipolazione e viraggio di carattere stilistico per riportare sulla tela una immagine del reale il più possibile rispondente al soggetto.

DIOSCORIDE DAL MONTE

Lugo, 1939

I due dipinti fanno parte di un ciclo di opere (degli anni Novanta e Duemila) dedicate alla figura umana dove, momentaneamente abbandonati risvolti e cariche intellettualistiche, Dal Monte cede maggiormente alle urgenze rappresentative indotte dalle attenzioni alla Neue Sachlichkeit, al New Realism e all’opera di Freud. Nessuna possibilità di idealizzazione viene concessa a soggetti veri e concreti dei quali, con colori sommessi e una spesso innaturale teatralizzazione delle pose, vengono messi in evidenza, quasi con confidente ostentazione e compassione, i difetti fisici.

MARIO GUIDO DAL MONTE

Imola, 1906 - 1990

Esponente del Secondo Futurismo, o del Futurismo tra le due guerre, Mario Guido Dal Monte esordisce come pittore nel 1926 partecipando alla collettiva indetta dalla sezione di Imola del Sindacato Artisti Italiani, presso palazzo Sersanti. Dopo avere visitato la “Mostra del Futurismo Italiano” allestita da F.T Marinetti alla Biennale di Venezia del 1926, Dal Monte, nel 1927, costituisce a Imola il “Gruppo Futurista Boccioni” di cui fanno parte anche Pietro Sassi, Walter Giustiniani e Paolo Pasini.

PIERO DOSI

Lugo, 1946 - 2016

Composta da due tele, Pagina illustrata riporta sulla parte destra un autoritratto dell’artista nell’atto di aspirare una sigaretta. Il punto rosso della bruciante accensione è al centro di un alone di fumo che impedisce la completezza dell’autoritratto e sembra simboleggiarne la dissoluzione. Sulla parte sinistra i vivi colori del paesaggio sono anch’essi contraddetti dal fondo scuro sul quale sono posati: una momentanea deflagrazione, come quella della sigaretta.

ERCOLE DREI

Faenza, 1886 - Roma, 1973

Scultore, disegnatore e pittore, Ercole Drei ha attraversato molte stagioni stilistiche. Da Brezza del 1914 a Ritratto della moglie del 1921 si dispiega un percorso che da tangenze con il Liberty conduce a più salde adesioni a un vero non immune da reminiscenze classiche. In Anna le saldezze compositive si stemperano in una composizione pittorica di carattere intimistico e affettuoso i cui colori soffusi, esaltati da calcolate accensioni tonali sul viso e sulle mani, sono funzionali alla resa del soggetto infantile e del suo mondo.