ARTISTI ROMAGNOLI – S

ALBERTO SALIETTI

Ravenna, 1892 - Chiavari, 1961

Solidamente composto e silenziosamente interrogativo, Ritratto di signora sembra quasi portare con sé quel “gene Ravenna” che l’artista stesso ammise di avere introiettato fin da piccolo osservando i mosaici di San Vitale. Una solennità immobile si sposa con una calma affettuosa che solo il più moderno groviglio delle mani avvicina a sensibilità moderne.

ANDREA SALVATORI

Faenza, 1975

Dopo avere frequentato l'Istituto d'Arte per la Ceramica di Faenza, Andrea Salvatori si è iscritto all'Accademia di Belle Arti di Bologna dove si è diplomato in scultura nel 1999. Dal 1997 ha partecipato a numerose esposizioni sia personali sia collettive; nel 2007 è secondo classificato alla 55° edizione del Premio Faenza e nel successiva edizione vince il Primo Premio. Nel 2010 è secondo classificato al Sidney Myer Fund Australian Ceramic Award International (Shepparton Art Museum di Sidney). Tra le mostre personali si segnalano Five Solo Exhibitions, Venezia 2009; Magnitudo, Lissone 2013; Allievo e Maestri, Bologna 2015; Gli specchi dovrebbero pensare più a lungo prima di riflettere, Bologna 2016...

NICOLA SAMORI’

Forlì, 1977

Forse, i riferimenti di Samorì a grandi maestri del passato sono solo un escamotage del quale l’artista si serve per dimostrare come la vicenda umana e quella di un’arte che aveva preteso di rappresentarla nei suoi punti più alti e memorabili siano entrambe prive di certezze, estremamente instabili e sempre sul punto di ricadere in quel magma materico dal quale sono casualmente fuoriuscite. Volti e corpi che si sciolgono in grumi di materia informe e una pittura figurativa che si auto-analizza criticamente fino al svelarsi come un illusorio velo pellicolare: un velo di Maya.

GERMANO SARTELLI

Imola, 1925 - 2014

Dotata di grande compassione antropologica l’arte di Sartelli è sempre stata “attenta alle reali cose del mondo”, come ben riferisce Andrea Emiliani aggiungendo che “in questa conoscenza l’artista e lo scienziato raggiunsero una nuova essenza delle cose, nella libertà dello spazio e del tempo”.

IVO SASSI

Brisighella, 1937

Tra le opere installate in ambienti pubblici si segnalano: La grande ala del 1988-89 nella sede della Banca di Romagna di Faenza, La grande Nike del 1988-89 a Brisighella, il Grande fuoco del 1990-91 a Faenza, la Colonna rossa del 1996 a Bagnacavallo, la Grande stele del 1999 al Museo d’Arte Bargellini di Pieve di Cento, la Stele della vita del 1996-2002 nella sede della Camera di Commercio di Ravenna e Verticale rossa a Cesena. Nel 2004 ha tenuto la sua più importante mostra antologica a Cervia.

SERGIO SAVIOTTI

Faenza, 1934

Formatosi alla Scuola di Disegno di Faenza dove ha per insegnante Francesco Nonni, Sergio Saviotti, a diciotto anni, è apprendista ceramista alla Cooperativa Ceramisti di Faenza e nel 1952 espone per la prima volta al Concorso Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Nel 1954 si trasferisce a San Marino dove si impiega, per circa un anno, presso una locale manifattura ceramica come decoratore. Tornato a Faenza, trova lavoro nello studio di Carlo Zauli e, nel 1956, ottiene il diploma di Maestro d'Arte all'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica, presentandosi da privatista...

UGO SAVORANA

Modigliana, 1890 - Forlì, 1984

Ammirevole soprattutto per i suoi felici apparati decorativi di gusto e clima tardo-secessionisti, Savorana introduce in Il terremoto:la forza e la salvezza rari, nella sua opera, sommovimenti della materia: consoni al tema e memori della lezione impressionistica di Medardo Rosso.

MATTEO SBARAGLI

Forlimpopoli, 1980

In un’opera dal titolo apparentemente concettoso, The Darcissac’s helmet has broken n. 3, Sbaragli connette la rottura della maschera di contenimento utilizzata durante la prima guerra mondiale per ricomporre ferite aperte e brandelli dei volti dei soldati con la visione di un volto contemporaneo in parte spellato ma con l’occhio miracolosamente illeso e con una deformazione nasale che la mano tenta invano di nascondere. Temi – quelli della distorsione, della frammentazione e dell’isolamento dell’immagine – che l’artista, sul solco di una tradizione moderna e contemporanea, sa condurre ad esiti tanto inquietanti e angosciosi quanto emozionalmente partecipati.

ROBERTO SELLA

Lugo, 1878 - Faenza, 1955

L’originario naturalismo di Sella (Cena in giardino) evolve progressivamente verso masse materiche e coloristiche anche in odore di “antigrazioso” (Ritratto di Giannetto Papiani da bambino) e, infine, verso la quasi totale dissoluzione del soggetto rappresentato (Autunno).

GIOVANNI SESTO MENGHI

Rimini, 1907 - Longiano, 1990

Secondo di otto figli di una famiglia trasferitasi da Balignano, frazione del Comune di Longiano, a Rimini sul finire del XIX secolo, Giovanni Sesto Menghi si avvia ben presto alla pittura...