ARTISTI ROMAGNOLI – T

GIUSEPPE TAMPIERI

Lugo, 1918 - Faenza, 2014

Nello studio, l’artista è una sorta di satrapo mediorientale dotato di poteri fuori dall’ordinario. Pur circondato da splendide figure femminili, il pittore è però cupo e triste perché vede sfuggirgli la bellezza ideale sempre inseguita.

CRISTIANO TASSINARI

Forlì, 1980

Uno dei tanti giocatori americani di basket posa per una foto ricordo. Anonimo e non ben messo a fuoco, come l’ambiente che lo circonda, il giocatore sembra quasi attendere di esistere. Le carte applicate a collage lo occultano ulteriormente ma, allo stesso tempo, infondono colore e premesse di vitalità.

ALFIERO TAVANTI

Faenza, 1940

Nel 1961 Alfiero Tavanti di diploma all'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica di Faenza, dove ha avuto per insegnanti Carlo Zauli e Angelo Biancini, e assume la direzione del Laboratorio Artistico dell'Istituto d'Arte di Deruta. Verso la fine degli anni Cinquanta inizia a dipingere e frequenta l'ambiente artistico cesenate dominato da figure come A.Sughi, G.Cappelli e L.Caldari che lasceranno tracce del loro realismo esistenziale nel suo lavoro. Nel 1962 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove segue il corso di Scenografia, e partecipa a numerose mostre ottenendo premi e segnalazioni ad Ancona, al Premio Silvestro Lega di Modigliana, a Forlimpopoli, Casola Valsenio, Ravenna ed Alfonsine. Nel 1963 assume la direzione artistica dell'Istituto d'Arte di Avellino, viene premiato al Premio Campigna di Santa Sofia e a Ravenna.

LUIGI TAZZARI

Ravenna, 1957

Fotografo analitico, Tazzari quasi congela i suoi soggetti preferiti in immagini prive di retorica e tanto minuziosamente curate quanto dotate di una astrazione di intonazione quasi minimalista.

FORTUNATO TEODORANI

Cesena, 1888 - 1960

Colpito da una malattia infantile, Fortunato Teodorani diventa, all'età di soli quattro anni, sordomuto. La famiglia lo invia in un istituto di rieducazione a Catanzaro e, successivamente, a Firenze, all'Istituto Gualandi dove incontra la principessa Antonietta Strozzi Centurione, benefattrice e mecenate, che, riconosciute le sue potenzialità artistiche, lo induce a frequentare i corsi di Socrate e Icilio Coselchi e, poi, gli permette di proseguire gli studi con Giuseppe Cassioli (figlio di Amos, noto per i quadri di ricostruzione storica del periodo risorgimentale). Nel 1910, Teodorani ottiene il Diploma in Disegno e Pittura, con medaglia d'oro, dell'Istituto Gualandi.

LUIGI TIMONCINI

Faenza, 1928

Estate ben rappresenta gli interessi di Timoncini nei confronti di simbolici paesaggi di cui viene messa in rilievo, con scarni segni e colori spesso acidi, la sostanziale indifferenza e imperturbabilità nei confronti dell’avventura umana.

ORAZIO TOSCHI

Lugo, 1887 - Firenze, 1972

All’interno di una produzione pittorica altalenante tra estreme semplificazioni formali e persistenti verismi, La potatura è opera di grande equilibrio. Con riferimenti al magistero dell’amico Ugonia, Toschi passa da primi piani ben definiti a uno sfondo quasi indistinto in cui naturalità e artificialità si confondono, fin quasi a risolversi in una astrazione coloristica.

MARINO TRIOSCHI

Fusignano, 1941

Marino Trioschi è stato avviato alla pittura da Francesco Verlicchi. Successivamente ha frequentato il corso libero di Incisione tenuto da Tono Zancanaro all'Accademia di Belle Arti di Ravenna dove ha seguito anche le lezioni di storia dell'arte svolte da Raffaele De Grada.

PANOS TSOLAKOS

Chalkis (Grecia), 1934

Dopo aver appreso i primi rudimenti della tecnica ceramica da artigiani del paese natale, Panos Tsolakos partecipa nel 1958 alle esposizioni di Ostenda e di Gmunden e soggiorna per breve tempo a Parigi. Insofferente del clima culturale greco, ottiene, nel 1960, una borsa di studio per l’Italia e si stabilisce a Faenza dove svolgerà tutta la sua attività successiva....

ERICH TURRONI

Cesena, 1976

Un cieco avanza con la mano nella notte: quasi un negativo fotografico ingigantito e immerso in una densa sostanza trasparente. Una allusione ad una realtà diversa, quasi soprannaturale, che l’artista è stato capace soltanto di evocare, come un ectoplasma, ma con la quale non sono possibili altri contatti.