ART IN’ GSTAAD GALLERY

dal 19 dicembre 2015 al 29 febbraio 2016

Bertozzi & Casoni, artisti italiani che hanno scelto la ceramica come mezzo espressivo di eccellenza, espongono alla Galleria Art In’ Gstaad una selezione di opere che vanno dal 1997 al 2015.

Le sculture di Bertozzi & Casoni –  eredi della grande tradizione europea della scultura dipinta e pervasi da sensi di attrazione nei confronti di quanto è caduco, transitorio, peribile e in disfacimento – diventano icone, internazionalmente riconosciute, di una, non solo contemporanea, condizione umana.

L’ironia delle loro opere è sempre controbilanciata da uno stupefacente, ineguagliato e inossidabile perfezionismo esecutivo.
Tra composizioni destabilizzanti e iperrealismo formale, Bertozzi & Casoni indagano i rifiuti della società contemporanea non escludendo quelli culturali: sia quelli del passato sia quelli delle tendenze artistiche più vicine.

I temi della “vanitas” e del “memento mori”, ereditati dalla grande tradizione dell’arte, vengono riproposti alla società contemporanea in una veste che, paradossalmente, attrae. La fragilissima ceramica porta, con le loro opere, verso destini immortali i segni dell’obsolescenza, della transitorietà, dell’impermanenza e anche del degrado.

In mostra una significativa selezione delle loro opere che comprende realizzazioni di grandi dimensioni come Scegli il Paradiso del 1997, una Madonna con Bambino che con un tosaerba trancia paradossalmente le meraviglie di un creato di cui pur ostenta i simboli sul manto turchino; Waiting del 2013, originale versione circolare delle composizioni con cassette da pronto soccorso intese dagli artisti come contemporaneo simbolo di aiuto al disagio; Non ricordo del 2014, un Pinocchio malinconicamente invecchiato e seduto su una pila di quei libri che gli hanno conferito l’immortalità. Opera, quest’ultima, recentemente esposta anche all’EXPO 2015 di Milano. Ossobello del 2014 è una catasta piramidale (forma geometrica cui sono state affidate ben altre aspirazioni di eternità) di ossa. In Cassetta della croce nera con pappagallo del 2014, un pappagallo, di linee eleganti e magicamente colorato, sembra contemplare rifiuti culturali e quotidiani all’interno di quella che era stata una cassetta da pronto soccorso. Inoltre: Vassoio del 2011 un accumulo di gusci d’uovo (antico simbolo di vita e di perfezione) aperti o rotti; Cestino della discordia del 2015 in cui quanto gettato alimenta la vita di una colonia di lumache e La fine del 2015, una torta a strati inutilizzata, in disfacimento e ricoperta dai resti di un barbarico pasto. Infine, le zolle con i fiori. Forme naturali, morbide e setose, che sorgono da tumuli di terra da discarica. Chiamate con l’antinomico titolo di disGRAZIE dagli artisti stessi, le zolle con fiori insistono ancora una volta su una apparente contraddizione: la nascita della bellezza da una terra oltraggiata e inquinata in Disgrazia con tulipani rossi del 2012.