B

AUGUSTO BETTI

2018-12-06T15:37:24+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|

Faenza, 1919 - Ivrea, 2013

Del 1964 sono le prime “camere lenticolari” e, nello stesso anno, realizza la sua opera, forse, più significativa, “Scatola dei sentimenti”: un parallelepipedo monocromo che, aprendosi, permette il disvelarsi di precisissime forme sinusoidali, armoniche e quasi pulsanti. Artista sperimentale e sempre borderline, Betti ha utilizzato materiali antichi e nuovi imprimendo al suo lavoro un singolare spirito di ricerca e di innovazione che ha trasmesso, col suo insegnamento, a generazioni di allievi.

ULISSE BEZZI

2018-12-06T15:37:39+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|

Ravenna, 1925

Agricoltore a San Pietro in Vincoli e fotografo autodidatta, Ulisse Bezzi ha coniugato, fin dai primi anni Cinquanta, il lavoro quotidiano nei campi con una passione artistica che, se pur apprezzata da tempo nel mondo specialistico e amatoriale, ha solo recentemente conquistato l'attenzione del pubblico più vasto. Alla soglia dei suoi novant'anni è, infatti, stato contattato e visitato da rappresentanti della prestigiosa Keith De Lellis Gallery di New York, giunti in Italia e anche da altri fotografi, per acquisire opere significative da destinare ad una mostra sulla fotografia di tendenza neorealistica.

ANGELO BIANCINI

2018-12-06T15:37:52+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|

Castel Bolognese, 1911 - 1988

In tutte le sue opere Biancini mantiene salda la sua iniziale e più volte dichiarata dedizione alla tradizione italiana e al “vero”, prestando sempre scarsa attenzione alle estremizzazioni della ricerca scultorea e ceramica contemporanea. Questa fedeltà ad ideali di forma compiuta e alla grande tradizione dell’arte italiana fanno di lui un punto di riferimento nel panorama tra le due guerre e un maestro riconosciuto da diverse generazioni di artisti formatisi sotto il suo magistero all’Istituto d’Arte di Faenza.

MARIO BOCCHINI

2018-12-06T15:38:09+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|

Cesena, 1927 - 1999

In Briglia sul Bidente, quadro realizzato in occasione del Premio Campigna, la veduta del centro di Santa Sofia, diafana e bituminosa, è messa in secondo piano da un’utilitaristica opera idraulica illuminata da una gelida luce biancastra al fine di ribaltare abituali convenzioni iconografiche e per proporre uno scenario apocalittico, irreale, avvolto in una nebbia che offusca il sole, inquinato, invivibile e degno di un contemporaneo film fantascientifico.

GIANNA BOSCHI

2018-12-06T15:38:35+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|

Faenza, 1913 - 1986

Nel giro dei pochi anni che intercorrono tra Fanciulla in blu con fiori azzurri sulla spalla e Figura femminile in veste blu e volo di uccelli, Gianna Boschi sviluppa i propri temi figurali, che avranno per tema privilegiato la figura femminile, da evidenti debiti nei confronti di Giovanni Romagnoli, il mazzo di fiori appena accennato, verso linearità più sintetiche. Particolare rilievo viene conferito alla muta espressività delle mani secondo una tradizione che affonda nella ritrattistica almeno rinascimentale e che, in ambito locale, Angelo Biancini aveva riscoperto e aggiornato plasticamente.

MATTEO BOSI

2018-12-06T15:38:54+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|

Cesena, 1966

Diplomatosi all'Istituto d'Arte per la Ceramica di Faenza nel 1985, Matteo Bosi intraprende un percorso artistico caratterizzato da una continua sperimentazione che lo porta ad utilizzare molteplici strumenti espressivi: dal disegno alla pittura, dalla fotografia analogica alle tecniche digitali...

MASSIMO BRANCALEONI

2018-12-06T15:41:54+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|

Conselice, 1969

Massimo Brancaleoni dai sette ai tredici anni segue le lezioni di disegno, pittura, scultura e ceramica impartite dalla pittrice Giuseppina Zardi (già assistente di Umberto Folli) presso la Scuola di Arti e Mestieri di Massalombarda. Consegue il diploma al Liceo Artistico di Ravenna e si laurea nel 1991 all'Accademia di Belle Arti della stessa città...

LEONIDA BRUNETTI

2018-12-06T15:39:40+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|

Forlì, 1896 - 1970

Come nel Chiarismo di Angelo Del Bon o di Umberto Lilloni, anche Brunetti sembra avere dipinto questa opera su una base di bianco ancora umida utilizzando colori chiari e un segno leggero e intriso di luce che spesso si risolve in macchia. Il soggetto, comune e volutamente banale, si stempera in un gioco di sottili gamme coloristiche solo apparentemente ingenue.