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MIRIA MALANDRI

2018-12-06T15:55:16+00:00agosto 4th, 2015|Artisti, M|

Forlimpopoli, 1946

Notevolmente ingrandita, meticolosamente riprodotta fin nei più intimi dettagli e quasi incollata su una tela grezza come un objet trouvè, una semplice foto di famiglia diventa, nella sua trasposizione pittorica, occasione per un dolcemente malinconico viaggio alla ricerca di attimi di un tempo perduto.

GIOVANNI (GIANNETTO) MALMERENDI

2018-12-06T15:59:27+00:00agosto 4th, 2015|Artisti, M|

Faenza, 1893 - Cesena, 1968

I tre grandi quadri Il ritorno dalla pesca, La pineta e Due magnifici spari, realizzati in successione tra il 1932 e il 1939, sono tra le migliori espressioni pittoriche di Malmerendi: fastose per sapienza pittorica e aderenti al reale in modo quasi oggettivo. Come su gigantesche lastre fotografiche Malmerendi fissa, con un unico scatto e con tempi di preparazione e di posa degni di un set cinematografico, visioni accuratamente composte e meticolosamente indagate fino al più piccolo dettaglio.

ANGELA MALTONI

2018-12-06T16:00:34+00:00agosto 4th, 2015|Artisti, M|

Forlì, 1979

Simbolo di fatale attrazione e di perversione intellettuale la Medusa è il soggetto di ben tre delle opere di Angela Maltoni in mostra. Con la tecnica più perfetta, l’artista giunge a realistiche raffigurazioni di nightmares in cui viene affermata la centralità del corpo e della figura umana che, in un complesso rapporto con il sesso, si conforma e si deforma quasi fosse specchio dei meandri della mente ed espressione di un cupo tormento.

ANACLETO MARGOTTI

2018-12-06T16:02:45+00:00agosto 4th, 2015|Artisti, M|

Lugo, 1895 - Imola, 1984

In Limoni del 1936, la fatica del vivere – che Margotti ha declinato in una serie innumerevole di opere dedicate a contadini e ad operai senza volto e quasi composti con la stessa materia dei campi e degli edifici circostanti – non appare ancora opprimente. A dominare è, invece, una fibrillazione formale e coloristica, memore di certe frange della scuola romana, che tradisce un atteggiamento antinovecentista e nervoso che scomparirà nelle sue opere successive.

DANIELE MASINI

2018-12-06T16:02:55+00:00agosto 4th, 2015|Artisti, M|

Forlì, 1951

Cifra peculiare della pittura di Masini è una dimensione visionaria alla quale partecipano di volta in volta figurazione e astrazione. Le sue figure sono tormentate mutazioni o metamorfosi di esseri (spesso simbolici guerrieri) tra l'umano e il ferino a simbolo di una tragica condizione non solo contemporanea mentre nelle sue monocrome diluizioni della materia appare, caduti precisi riferimenti a una realtà se pur di origine metafisica o surrealista, una maggiore attenzione a forze primigenie dalla incommensurabile forza e potenza.

DOMENICO MATTEUCCI

2018-12-06T16:03:08+00:00agosto 4th, 2015|Artisti, M|

Faenza, 1914 - 1991

Ritratto della Domenichina appartiene alla produzione giovanile di Matteucci. Poco più che ventenne, l’artista si allontana con decisione dalle tendenze novecentiste in atto per privilegiare una sentita partecipazione al soggetto ritratto del quale viene colto un momento riflessivo e introspettivo. Sul nero dell’abito (come in un antico dipinto) le mani si stagliano e assumono pose simboliche e allusive.