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DOMENICO RAMBELLI

2018-12-06T16:10:00+00:00luglio 31st, 2015|Artisti, R|

Faenza, 1886 - Roma, 1972

Nel disegno e nella scultura, Rambelli è arcaico e moderno, figurativo e astratto, semplice e complesso. Ricercando effetti monumentali anche nei soggetti più comuni e quotidiani, Rambelli dota le forme di una quasi deformante forza interna di memoria espressionista e le rassoda poi in assetti sintetici e modernisti mai privi di sinceri sensi di affezione.

CARLO RAVAIOLI

2018-12-06T16:10:51+00:00luglio 31st, 2015|Artisti, R|

Ravenna, 1954

I suoi interessi, in una formazione sostanzialmente da autodidatta, sono vari e si concentrano via via sulla pubblicità, sulla fotografia, sulla computer graphic e, dagli anni Ottanta, su un confronto con maestri del Novecento come A. Modigliani (da cui una serie di opere), F. Casorati, C. Carrà, B. Saetti e G. De Chirico.

CESARE REGGIANI

2018-12-06T16:11:06+00:00luglio 31st, 2015|Artisti, R|

Faenza, 1949

In Istrice della laguna, Laguna dei pini e Passaggio del fuoco Reggiani – con una tecnica pittorica oggettiva alla Magritte, poiché deve rendere plausibile l’inverosimile – opera un collage mentale di terre, di cieli, di mari, di colossali costruzioni passate al vaglio del minimalismo e dell’incanto di un momento. L’avvitarsi di una tartaruga nell’acqua, il clangore prodotto dagli aculei di un istrice, il cielo turchino visto in trasparenza tra i verdi aghi di un pino marittimo, il soffio rosa di un volo di fenicotteri tornano ad essere degni di attenzione.

DAVIDE REVIATI

2018-12-06T16:11:22+00:00luglio 31st, 2015|Artisti, R|

Ravenna, 1966

Bambini è un’opera composta da nove piccole tele raffiguranti volti infantili. Affine per certi aspetti al romanzo “Morti di sonno”, l’opera raggruppa primi piani di “efebi maledetti” (secondo una definizione dell’autore stesso) nelle cui sembianze è già dato riconoscere caratteri e destini: tra gioie e disperazioni, generosità e crudeltà, ingenuità e autenticità.

GIOVANNI ROMAGNOLI

2018-12-06T16:12:21+00:00luglio 31st, 2015|Artisti, R|

Faenza, 1893 - 1976

In Flora e Fiori con carciofo, Romagnoli non varia, pur nell’arco di quasi vent’anni, l’impostazione delle sue opere.Su uno sfondo geometrico e quasi astratto i soggetti rappresentati sembrano fondersi e sfilacciarsi nel pulviscolo della luce: senza eccessivi pessimismi e, anzi, con dosi di cauto e calcolato vitalismo rimarcato dalla fiducia ancora affettuosamente riposta nella vitalità dei soggetti e nella qualità della pittura che li eterna.

CESARE RONCHI

2018-12-06T16:12:35+00:00luglio 31st, 2015|Artisti, R|

Imola, 1936

Precipua di Ronchi è la cifra con la quale raccoglie le spighe di grano in covoni ricolmi di sapienza grafica, sue sono le contorsioni del tronco di un albero che diviene esercizio di prove quasi astratte, sue sono le deformazioni cui porta i modelli di riferimento per esaltarne le caratteristiche fisiche e le implicazioni psicologiche. Con Ronchi, il dialogo tra scultura, figurazione e natura trova nuove vie e inedite aperture.

ALDO RONTINI

2018-12-06T16:12:47+00:00luglio 31st, 2015|Artisti, R|

Brisighella, 1948

Potentemente figurativo, Rontini non rinuncia mai a colloquiare con le seduzioni della grande arte del passato che per lui si costituisce come un modello di riferimento e come eterna fonte di ispirazione. Frantumazioni, mutilazioni e deformazioni appaiono come concessioni a una poetica tutta moderna del “frammento” e del “non finito” cui fanno da contraltare raffinate dedizioni esecutive.

LUCA ROTONDI

2015-07-31T14:19:40+00:00luglio 31st, 2015|R|

Ravenna, 1970

Proseguendo nel percorso che va da Corot a Wyeth, Rotondi è artista di paesaggio: un poeta narrante le voci e i sussurri del minimo in modo calcolato, lento, elaborato, di attento studio. I suoi ritagli del vero, in qualche modo con debiti nei confronti dell'arte fotografica, sono raramente solari e piuttosto colti in momenti nebbiosi, piovigginosi o incerti.

GIOVANNI RUGGIERO

2018-12-06T16:13:19+00:00luglio 31st, 2015|Artisti, R|

Fontanarosa, 1973

Scultore in qualche modo sperimentale per la varietà dei mezzi utilizzati (catrame, gesso, ceramica, cementite, alluminio, oro e argento), Ruggiero è, in fondo, consapevolmente ancorato a una tradizione moderna di stampo esistenzialista e in specie giacomettiana. Memorie martoriate, negativi e positivi, assenze e presenze che, aggiungiamo, sembrano quasi alludere, forse inconsciamente, ai gessi ottenuti colmando i vuoti lasciati dai corpi combusti degli abitanti di Pompei, originalmente miscelati con la macchine anatomiche della Cappella Sansevero di Napoli.