GIOVANNI GUERRINI

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GIOVANNI GUERRINI

Imola, 1887 – Roma, 1972

Giovanni Guerrini è stato xilografo e litografo, pittore, decoratore, grafico, illustratore, cartellonista, direttore artistico (dal 1927 al 1945) dell’ENAPI, architetto e allestitore. Una vulcanica e versatile attività che ha origini nella sua formazione alla politecnica Scuola di Disegno di Faenza cui iscrive nel 1902. Ha per colleghi e amici Drei, Rambelli, Nonni, Ugonia, Melandri, Toschi: esponenti del cosiddetto “cenacolo baccariniano”. Prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia ad esporre le sue litografie in ambito locale e nazionale e nel 1912 partecipa alla Biennale di Venezia dove sarà presente anche nel 1914 e, ininterrottamente dal 1920 al 1936. Nel 1913 partecipa alla Esposizione Internazionale di Litografia di Brighton. Dal 1914 al 1929 insegna Ornato all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. A Faenza decora vari edifici privati e l’Albergo Vittoria (1908). Nel 1919 inizia il ciclo pittorico degli affreschi per il Palazzo delle Cooperative Agricole di Ravenna (distrutto da un incendio doloso nel 1922) in cui mitiga il suo stile (di ascendenza preraffaellita e simbolista) con solidi riferimenti a un realismo di più facile presa evocativa che in Romagna vantava una indiscussa e caratterizzante tradizione. Nel 1923 disegna la cartolina celebrativa della “Prima Mostra Biennale Internazionale delle Arti Decorative” di Monza per la quale realizzerà, nel 1925, il manifesto ufficiale. Nel 1926 partecipa alla prima Mostra del Novecento Italiano e nel 1927 viene chiamato a Roma come Direttore artistico dell’ENAPI (Ente Nazionale Artigianato e Piccole Industrie). Per l’ente disegnerà oggetti, mobili, arredamenti completi che verranno esposti alle più importanti esposizioni nazionali e internazionali del periodo e terrà relazioni con i maggiori artisti e progettisti italiani del periodo. Sono anni estremamente prolifici che inaugurano una “via romana al design” che ha per unico contraltare la parimenti prolifica azione di promozione messa in atto da Gio’ Ponti in area milanese. Per conto dell’ENAPI organizza, tra le altre, le presenze dell’ente a Torino nel 1928, Barcellona e Lipsia nel 1929, Atene nel 1931, Bruxelles, Firenze e Parigi nel 1935, Berlino nel 1938, New York nel 1939 e a quasi tutte le edizioni anteguerra della Triennale di Milano. Plenipotenziario nel campo delle arti e delle arti applicate, Guerrini è figura di riferimento a livello nazionale. Nel 1941 vince con La Padula e Romano il concorso per il Palazzo della Civiltà Italiana all’E42 destinato a diventare icona internazionalmente riconosciuta di quegli, ma non solo, anni italiani. La sua attività in campo architettonico si amplifica. Nel 1941 vince con Capizzano, Gentilini e Quaroni il concorso per i mosaici da collocare nel salone del Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi all’E42. Dopo anni di straordinario successo, Guerrini, nel dopoguerra viene isolato causa le sue compromissioni con il regime fascista. Nella sua casa di Roma ospita, fino al 1965, Domenico Rambelli. Qualche incarico, comunque, gli viene dall’ENAPI, partecipa a convegni sull’artigianato, tiene conferenze ed espone soprattutto lavori precedenti. Nel 1961 viene nominato direttore dell’Istituto Statale d’Arte per il Mosaico di Ravenna che aveva contribuito a fondare. Come pittore, Guerrini ha opere preraffaellite, simboliste, spiritualiste e veriste. Le opere migliori sono quelle degli anni Venti per le quali utilizza una densa pasta pittorica trattata con linee allungate e affiancate.

Bibliografia essenziale

F. Bertoni – O. Ghetti Baldi, Giovanni Guerrini 1887-1972
catalogo della mostra al Palazzo delle Esposizioni di Faenza
Faenza 1990

F. Bertoni, Giovanni Guerrini. Dalla bottega dell’arte al Made in Italy
catalogo della mostra al Centro Polivalente Gianni Isola di Imola
Imola 2011

Fondi

Archivio Giovanni Guerrini, Roma

News

In Paesaggio: colline e alberi e Val di Sole, eseguiti durante le abituali vacanze estive in montagna, Guerrini dispiega le sue abilità grafiche nel campo della pittura. Piccoli segni rettilinei vengono condotti a una rappresentazione naturalistica o figurale che, al contrario dei lavori xilografici o litografici, è totalmente immune da simbolismi e cerebralismi: pixel ante litteram per istantanee gioiose e festose.
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2018-12-06T15:53:36+00:00agosto 4th, 2015|Artisti, G|