Dal 30 marzo al 23 aprile Palazzo Rasponi dalle Teste Piazza Kennedy 12 Ravenna

Il lavoro, dunque. E queste immagini di Luigi Tazzari vogliono essere innanzitutto un omaggio al lavoro e all’industriosità dell’uomo, qui ritratto, in maniera cruda e alla moda di un efficace neorealismo fotografico, nel proprio ambiente dove prevale la presenza del ferro, dell’acciaio, delle catene… catene che sembrano quasi voler inchiodare l’uomo al suo lavoro, novello Sisifo incatenato sulla rupe del progresso. L’obiettivo di Tazzari, mostrando una realtà brulla e senza orpelli, sembra voler andare oltre gli ottimismi che negli anni Cinquanta del secolo passato salutarono l’industrializzazione che avanzava distruggendo ettari ed ettari di pineta e inquinando il nostro mare e in questo senso l’obiettivo di Tazzari sembra schierarsi accanto alla cinepresa di Michelangelo Antonioni che in pieno boom girava il suo “Deserto rosso” mettendo crudamente in evidenza l’altra faccia del progresso.
Ma queste immagini crude e realistiche sono anche la documentazione della vittoria di una città sul mare e che sul mare vuole tenacemente lavorare e guardare il futuro.
Riprendeva corpo, cinquant’anni dopo, la profezia di Valeri. Ravenna, la città dei silenzi, conquistava col proprio lavoro, sulla riva del mare, una nuova vita e una nuova gloria.

dalla presentazione di Franco Gabici

Orari: dalle 16 alle 19
chiuso il lunedì