Il Doc, “Centro di Documentazione Arti Moderne e Contemporanee in Romagna”, per valorizzare la preziosa donazione dei disegni e delle incisioni di Ercole Drei da parte della figlia, presenta in mostra alcune delle opere acquisite, ripercorrendo le principali evoluzioni del percorso dell’artista.

Con gesto munifico, Isabella Chines Drei, figlia dell’artista, ha donato nel 2017 una significativa selezione di disegni e la serie completa delle incisioni del padre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola a segno dell’apprezzamento per l’attività svolta a favore degli artisti moderni e contemporanei romagnoli da una sua emanazione quale il DOC, Centro di documentazione delle arti moderne e contemporanee in Romagna.

Della donazione fanno parte la serie completa delle incisioni e varie decine di disegni realizzati nel corso della sua lunga attività.

Il corpus delle incisioni venne eseguito, con la tecnica dell’acquaforte o della punta secca, negli anni tra il 1910 e il 1912 probabilmente a seguito dell’ascendente esercitato su di lui da Giovanni Fattori, abilissimo in queste discipline. L’esiguo numero delle prove è dovuto probabilmente alla convinzione dell’artista che questo mezzo espressivo fosse lontano dalla sua attività dominante: la scultura.

Per la scultura sono infatti stati realizzati quasi tutti i disegni donati, e quelli altrove conservati, che testimoniano sia una grande abilità, maturata negli anni faentini del “cenacolo baccariniano”, sia capacità di sviluppi e di evoluzioni caratterizzanti e personali.

Si va dai disegni degli anni Dieci, in gran parte studi di nudo, in cui l’uso del carboncino appuntito marca con segni netti dall’andamento curvilineo i contorni segnati a matita a quelli degli anni 1915-20 in cui, aboliti gli effetti chiaroscurali, prevale una tendenza alla definizione di una linea di contorno più unita e netta che riflette un orientamento ormai deciso verso il Novecento. Un capitolo a parte sono i disegni di guerra in cui si nota un certo espressionismo che ben si addice ai crudi temi del soldato ferito, dei profughi e di altri momenti della vita al fronte. Parallelamente, nella sua scultura del periodo, emerge un plasticismo deformato che si ritrova anche nelle coeve opere dell’amico Domenico Rambelli. Il disegno fu, per Drei un momento di indagine e di ricerca necessario ad una predominante vocazione scultorea che ha premesse nella grande tradizione dell’arte e pochi coinvolgimenti con le dissacrazioni avanguardistiche nel nome di un’arte che, sono sue parole, “non deve mai essere eseguita con dilettantismo e deve adoperare un linguaggio chiaro e leggibile. Un’arte che se vuole ancora interessare ed entrare nella vita, deve diventare popolare, cioè comprensibile ed accessibile, come è sempre stata nei suoi periodi più aurei”. Parole di un “campione del classicismo novecentista italiano”, come è stato definito dalla storiografia Ercole Drei, che risultano tuttavia di stringente attualità.

Dal 12  al 21 ottobre, il Doc omaggia un grande protagonista dell’arte italiana, con le opere in mostra al Centro Polivalente Gianni Isola di Palazzo Sersanti.
Inaugurazione: 12 ottobre 2018 ore 18:00 Centro Polivalente Gianni Isola a Imola.
Sede di mostra:

Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Centro Polivalente Gianni Isola
Piazza G. Matteotti 4 – Imola

Orario:

Martedì e giovedì: 10-12 e 16-19
Mercoledì e venerdì: 16-19
Sabato e domenica: 10-12 e 16-19
Ingresso libero
Per ulteriori informazioni
www.arteromagna
0542-32573