PRIMO AMATI

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PRIMO AMATI

(Rimini 1894 – Viserba 1944)

Autodidatta di indiscusso pregio e grande amante dell’arte, si forma osservando i pittori locali del suo tempo, ammirando le nature morte di Mariano Mancini, le composizioni di genere di Francesco Brici e i paesaggi di Emo Curugnani. Verniciatore e decoratore di carrozze, si dimostra presto talentuoso nella pittura, allenando il suo talento con un assiduo studio e un’appassionata applicazione.

Se di lui ci giungono oggi felici notizie, è grazie al lungimirante apprezzamento dell’intellettuale Pier Giorgio Pasini che lo ha sempre valorizzato inserendolo tra i principali artisti riminesi nella pubblicazione Storia di Rimini dal 1800 ai giorni nostri, l’arte e il patrimonio artistico e archeologico, curata insieme a Mario Zuffa, così come nella mostra Novecento Riminese, pittura a Rimini nella prima metà del secolo XX.

Primo Amati si inserisce nella stagione pittorica che vede attivi gli ultimi rappresentanti riminesi del macchiaiolismo, partecipando a rare esposizioni insieme agli amici pittori Andrea Baldini e Demos Bonini.

Vorace osservatore della pittura dei colleghi locali, acquisisce presto una propria personalità e un proprio stile, che si traduce nell’uso abbondante della materia pittorica e nell’esuberanza del colore, sapientemente calibrati in masse e volumi che creano effetti di un realismo quasi illusionistico.

Primo Amati dipinge nature morte semplici, con cibi umili e oggetti modesti, in composizioni bilanciate che restituiscono l’immagine di una familiare tavola romagnola. Nei ritratti Amati rivela il meglio delle sue abilità pittoriche, scegliendo talvolta la via del non finito, conferendo alle opere quella leggerezza e provvisorietà tipiche dello schizzo, ma raggiungendo comunque risultati di efficace compiutezza.  Le pitture di Primo Amati si completano con paesaggi romagnoli di piccolo formato: scorci riminesi, paesaggi della Valmarecchia, barche in costruzione e modeste visioni d’interni registrano visioni sincere di una terra abbandonata troppo presto. Primo Amati morirà infatti a Viserba nel 1944, in seguito a un bombardamento aereo, una settimana prima dell’arrivo delle truppe alleate.

(i.m.)

Bibliografia essenziale

Marco Gennari, Pittori Riminesi della prima metà del Novecento, Pazzini Editore, 2012

Pier Giorgio Pasini, Mario Zuffa, Storia di Rimini dal 1800 ai giorni nostri, l’arte e il patrimonio artistico e archeologico, Bruno Ghigi Editore, Rimini 1978

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2020-07-07T16:11:28+00:00luglio 7th, 2020|A, Artisti|