TOMMASO DELLA VOLPE

/, D/TOMMASO DELLA VOLPE

TOMMASO DELLA VOLPE

Imola, 1883 – 1967

Di nobile discendenza, Tommaso Della Volpe non intraprende la carriera ecclesiastica suggerita dalla famiglia e si dedica a studi artistici prima all’Accademia di Belle Arti di Bologna e poi a Roma dove entra nello studio di Giulio Aristide Sartorio che, nel 1914, lo vorrà accanto a sé nella decorazione dell’Aula del Parlamento in Palazzo Montecitorio. Nello stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia dove ottiene la Medaglia d’Oro con l’opera Il barroccio. Numerose sono le sue presenze espositive in Romagna (Faenza 1908 e 1911, Forlì 1921 e 1933, Imola e Cesena 1922), in Italia (Milano 1915, Roma 1926, Premio Cremona del 1940) e anche all’estero: Rio de Janeiro, 1922. Nella sua multiforme attività, che comprende anche interessi fotografici, vanno rilevati impegni decorativi di carattere religioso quali quelli per la Chiesa di Linaro (Bologna) del 1928, per la Chiesa del SS. Crocefisso di Taranto del 1936-37, per il refettorio dei Frati Osservanti di Imola del 1940 cui ne seguiranno vari altri a Imola, a Castel Bolognese e a Ferrara. Figura solitaria ed eccentrica, Della Volpe non aderì a nessuna tendenza del Novecento italiano – tanto meno a quelle più avanguardiste e sperimentali – preferendo rimanere fedele a una rappresentazione del vero che tocca i suoi apici nei primi tre decenni del secolo scorso. Negli esempi migliori la sua pittura è densa, esuberante, immediata e dotata di un sintetismo capace di far travalicare ai suoi privilegiati soggetti (nature morte, ambienti e figure del mondo romagnolo) i ristretti confini di una cultura di provincia e dei suoi retaggi. Infatti, proprio nel caso di rappresentazioni pittoriche evidentemente in pericolo di caduta folcloristica si nota, in Della Volpe, una caratterizzante volontà di operare in controtendenza accentuata, dietro le apparenze, da un particolare approccio indagatore scarno e crudo, quasi da distaccato e oggettivo reporter fotografico.

(F.B.)

Bibliografia essenziale

Tommaso Della Volpe. Pittore e fotografo
con prefazione di C. Spadoni
Bologna 1993

Tommaso Della Volpe. Fotografo
a cura di G. Angelini
Bologna 2013

Fondi

Museo di San Domenico, Imola

News

Se nell’opera Il barroccio sono evidenti i riferimenti a un clima post-impressionista – in specie decorativo, nordico e quasi alla Carl Larsson – che trova accentuazione nelle note squillanti del rosso della ruota e del blu del carro, in Le vele e i plaustri, Della Volpe sospende ogni manipolazione e viraggio di carattere stilistico per riportare sulla tela una immagine del reale il più possibile rispondente al soggetto.

2020-03-25T10:06:16+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, D|