ULISSE BEZZI

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ULISSE BEZZI

Ravenna, 1925

Agricoltore a San Pietro in Vincoli e fotografo autodidatta, Ulisse Bezzi ha coniugato, fin dai primi anni Cinquanta, il lavoro quotidiano nei campi con una passione artistica che, se pur apprezzata da tempo nel mondo specialistico e amatoriale, ha solo recentemente conquistato l’attenzione del pubblico più vasto. Alla soglia dei suoi novant’anni è, infatti, stato contattato e visitato da rappresentanti della prestigiosa Keith De Lellis Gallery di New York, giunti in Italia e anche da altri fotografi, per acquisire opere significative da destinare ad una mostra sulla fotografia di tendenza neorealistica. Lo scoop era certamente garantito ma, in fondo, non ha fatto altro che puntare più decisamente i riflettori su una figura di lungo percorso e già onorata da, se pur dimenticati, riconoscimenti.
Nel 1950, Ulisse Bezzi inizia a fotografare il territorio a lui più vicino e personaggi della sua terra con una Kodak Retinette e solo successivamente utilizzerà una Rolleiflex 6/6. Temi e soggetti vengono prescelti per raccontare storie di ambiente e di vita e sono affidati quasi esclusivamente all’essenzialità del bianco e nero. Negli anni Cinquanta e Sessanta la fotografia è, in Italia, un fenomeno non ancora capillarmente diffuso e, tuttavia, molte sono le occasioni offerte alla diffusione un’arte inscindibilmente legata a un boom economico, alla conseguente variazione di ruoli nella documentazione di momenti di vita privati e alla sempre più allargata conquista di libertà espressive concesse da apparecchi facili da usare, magari risolvendo il problema della stampa su carta ricorrendo, come nel caso di Bezzi, all’allestimento casalingo di un camera oscura.
Nel 1957, sollecitato da amici e conoscenti, Bezzi inizia a partecipare a mostre e concorsi ottenendo premi e segnalazioni in Italia e all’estero. Tra le sedi di mostra si ricordano Modena, Milano, Bari, Firenze, Torino, Salisbury in Rhodesia (dove sue opere sono esposte alla Galleria d’Arte Moderna), Trieste, Chartres, Bolzano, Oslo, Eindhoven, Berlino, Santiago, Hong Kong, Singapore, Chicago, Napoli, Bologna, Zadar, Barcellona, Montecarlo e Bordeaux. Molte sue foto vengono pubblicate su annuari, almanacchi e riviste del settore, ma non solo, quali: Ferrania, FIAP 66, Il Libro del Fotografo, Annuario Ferrania, Le Vie d’Italia, Il Resto del Carlino, Diana, Arte e Turismo, Progresso Fotografico, Nuova Fotografia, Fotografare, Tutti Fotografi, Photo Flap, Photocommunication, Popular Photography, Il Fotoamatore, Foto Rivista e Foto Pratica.
Nel 1959 si iscrive al Circolo Fotografico Ravennate e nel 1974 al Foto Cine Club di Forlì. Consegue le onorificenze AFIAP nel 1963 e EFIAP nel 1977.
Con castigato ma partecipe rigore, Bezzi ha colto e tramandato – realizzando ritratti, figure ambientate e paesaggi – un tempo e un luogo diventati, grazie a lui, sia testimonianze di un pezzo della vita italiana del secondo dopoguerra sia veicolo di emozioni e di sentimenti senza tempo particolare.

(F.B.)

Bibliografia essenziale

Non esistendo ancora alcuna opera monografica si rimanda alla consultazione delle riviste indicate

Fondi

casa-laboratorio dell’artista, San Pietro in Vincoli

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2019-05-23T16:55:03+00:00agosto 6th, 2015|Artisti, B|