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Artisti2018-11-16T16:24:47+00:00

LUCIANO CALDARI

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, C|

Savignano sul Rubicone, 1925 - Cesena, 2012

Secondo Caldari la concezione, e la sopravvivenza stessa, di una nuova pittura realista non poteva essere limitata alla scelta di particolari temi iconografici subordinati alle direttive politiche di un partito. Il capriccio è autorevole prova di un’adesione al reale immune da contingenti ideologizzazioni e dalle forzature indotte da un preciso impegno civile e politico: una semplice affermazione esistenziale.

ACHILLE CALZI

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, C|

Faenza, 1873 - 1919

Probabile ritratto della moglie colta in un momento di intimità, Nudo femminile sublima le suggestioni Art Nouveau sempre presenti in Calzi in una prova di vera e propria pittura. Il volto è realistico e anche il corpo sfugge dagli anonimi cliché tipici della grafica modernista. Il vero viene colto in un attimo fuggente e irripetibile. Una folgorazione e una apparizione, accentuata dall’effetto di controluce, immuni da fughe estetizzanti e da cerebralismi. Una adesione, rara in Calzi, ai dati più immediati e concreti della vita.

EZIO CAMORANI

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Massa Lombarda, 1940

Verso la fine degli anni Ottanta, fino ai primi anni Novanta, Camorani si dedica a un ciclo che ha per tema la terra. Zolle, rocce e dettagli di paesaggi pietrosi senza la prospettiva del cielo offrono all’artista l’occasione per un avvicinamento a conformazioni naturali che assurgono a simbolo di una natura totalmente indifferente alla vicenda umana. Un senso acuito da una fredda, quasi impersonale, perfezione esecutiva e da un distaccato spirito analitico.

SERAFINO CAMPI

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Faenza, 1905 - 1992

Il grande mestiere pittorico di Campi ha in Melagrane e in Nudo femminile disteso due tra i suoi più felici esiti. L’incisiva sapienza del tratto e la stesura coloristica sempre indenne da incertezze o da ripensamenti più o meno calcolati contribuiscono a una resa quasi oggettiva dei soggetti avvolti in una serena, forse anche un po’ malinconica, luce diffusa che impedisce forti contrasti e teatrali drammatizzazioni. Un vero che non aspira ad altro che alla più semplice ostentazione di sé.

PAOLA CAMPIDELLI

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Longiano, 1948

In Riflessi 8, che fa parte di un ciclo di opere dedicate al delta del fiume Po, il tema acquatico, simbolo di una continua mutevolezza e rigenerazione dell’esistente, assume particolare evidenza. Terra, acqua, cielo ed elementi naturali appaiono quasi in conflitto, le forme sembrano in atto germinativo. Le ampie e svelte pennellate cercano di fissare un attimo di questo perpetuo mutamento.

GIOVANNI CAPPELLI

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Cesena, 1923 - Milano, 1994

Il passaggio di Cappelli dai riferimenti a un certo vedutismo ottocentesco di ambito macchiaiolo alle sue più tipiche sintesi neo-espressioniste è ben documentato da opere come Ballerina stanca e Figura di bimbo. La solidità dell’impianto formale si disgrega per lasciare spazio a lacerti e a fantasmi meno inclini alla pedissequa descrizione del soggetto ma, con notabili accelerazioni linguistiche ed esecutive, più sottilmente pronte a cogliere onnipresenti stati di incertezza e di disperazione.

MACEO CASADEI

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Forlì, 1899 - 1992

A interessare Maceo sono, all’interno di una sontuosa e fastosa capacità di resa pittorica del reale, i dettagli: la riga rossa sul fianco di una barca, la giacca rosso vivo di una fanciulla, una riga stradale gialla, l’aggrumarsi nei toni del blu di una grigia e plumbea nuvola, il portoncino rosa di un muro di recinzione, la volatilità dei colori di abiti visti in lontananza. Pittore formale, Maceo aggiorna gli ideali estetici della tradizione registrando attimi, schegge visive, istanti perfetti.

ROBERTO CASADIO

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Forlì, 1942

Presentato in occasione del Premio Campigna di Santa Sofia, Paesaggio di Campigna è significativo della particolare adesione al verismo dell’artista: l’oggettività della rappresentazione naturalistica assume corollari inquietanti nel contrasto con le geometriche partiture dell’interno appena accennato e nell’inusuale posizione frontale della figura che sembra interrogare gli astanti.

LEONARDO CASTELLANI

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Faenza, 1896 - Urbino, 1984

Il clima di restaurazione classica che presiede a Ritratto di famiglia, dove personaggi moderni sono ritratti in pose che ricordano la ritrattistica rinascimentale e in un ambiente colmo di citazioni manieriste, si tramuta, in L’atelier, in un più calcolato affondo nell’inaspettato contenuto anche nel più banale gesto quotidiano. Occultamento del personaggio principale, uno spazio vuoto e immoto, persone assorte, teatrali posizioni delle braccia e delle mani e un simbolico uso dello specchio concorrono congiuntamente a rendere misteriosa una pratica abituale.

SILVANO D’AMBROSIO

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, D|

Hayange, Francia, 1951

Ultima scena, Luogo d’intesa e Orme del passaggio sono opere realizzate nell’arco di un decennio. Comune è la scelta iconografica di un tavolo, non completamente apparecchiato e senza cibo, per improbabili convitati. Un tema semplice che, con i probabili rimandi della bianca tovaglia a una mensa sacra, instilla però un profondo senso di metafisica e religiosa attesa acuito dalle quasi palpabili vibrazioni degli alberi o delle tende dell’interno. Scene teatrali, quelle di D’Ambrosio, in cui gli attori non compariranno mai se non attraverso i meccanismi dell’allusione e della finzione.

TOMMASO DELLA VOLPE

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Imola, 1883 - 1967

Se nell’opera Il barroccio sono evidenti i riferimenti a un clima post-impressionista – in specie decorativo, nordico e quasi alla Carl Larsson – che trova accentuazione nelle note squillanti del rosso della ruota e del blu del carro, in Le vele e i plaustri Della Volpe sospende ogni manipolazione e viraggio di carattere stilistico per riportare sulla tela una immagine del reale il più possibile rispondente al soggetto.

DIOSCORIDE DAL MONTE

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, D|

Lugo, 1939

I due dipinti fanno parte di un ciclo di opere (degli anni Novanta e Duemila) dedicate alla figura umana dove, momentaneamente abbandonati risvolti e cariche intellettualistiche, Dal Monte cede maggiormente alle urgenze rappresentative indotte dalle attenzioni alla Neue Sachlichkeit, al New Realism e all’opera di Freud. Nessuna possibilità di idealizzazione viene concessa a soggetti veri e concreti dei quali, con colori sommessi e una spesso innaturale teatralizzazione delle pose, vengono messi in evidenza, quasi con confidente ostentazione e compassione, i difetti fisici.

MARIO GUIDO DAL MONTE

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, D|

Imola, 1906 - 1990

Esponente del Secondo Futurismo, o del Futurismo tra le due guerre, Mario Guido Dal Monte esordisce come pittore nel 1926 partecipando alla collettiva indetta dalla sezione di Imola del Sindacato Artisti Italiani, presso palazzo Sersanti. Dopo avere visitato la “Mostra del Futurismo Italiano” allestita da F.T Marinetti alla Biennale di Venezia del 1926, Dal Monte, nel 1927, costituisce a Imola il “Gruppo Futurista Boccioni” di cui fanno parte anche Pietro Sassi, Walter Giustiniani e Paolo Pasini.

PIERO DOSI

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Lugo, 1946 - 2016

Composta da due tele, Pagina illustrata riporta sulla parte destra un autoritratto dell’artista nell’atto di aspirare una sigaretta. Il punto rosso della bruciante accensione è al centro di un alone di fumo che impedisce la completezza dell’autoritratto e sembra simboleggiarne la dissoluzione. Sulla parte sinistra i vivi colori del paesaggio sono anch’essi contraddetti dal fondo scuro sul quale sono posati: una momentanea deflagrazione, come quella della sigaretta.

ALESSANDRA DRAGONI

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, D|

Ravenna, 1963

Dopo avere compiuto studi umanistici a Ravenna e a Venezia, Alessandra Dragoni si trasferisce ad Amsterdam. Negli anni Ottanta lavora agli archivi dell'agenzia di stampa ABC e frequenta corsi di fotografia presso l'Università di Amsterdam e il De Moor, centro fotografico associato alla Rietveld Academie. Successivamente si sposta a Parigi per seguire uno stage fotografico presso Libération e all'agenzia Magnum. Nel 1992 torna in Italia e lavora temporaneamente come archivista per le agenzie fotogiornalistiche Grazia Neri e Contrasto.

ERCOLE DREI

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, D|

Faenza, 1886 - Roma, 1973

Scultore, disegnatore e pittore, Ercole Drei ha attraversato molte stagioni stilistiche. Da Brezza del 1914 a Ritratto della moglie del 1921 si dispiega un percorso che da tangenze con il Liberty conduce a più salde adesioni a un vero non immune da reminiscenze classiche. In Anna le saldezze compositive si stemperano in una composizione pittorica di carattere intimistico e affettuoso i cui colori soffusi, esaltati da calcolate accensioni tonali sul viso e sulle mani, sono funzionali alla resa del soggetto infantile e del suo mondo.

ANGELO FABBRI

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, F|

Forlì, 1957 - 2004

Le tre opere di Angelo Fabbri (Pittore, gli oggetti, le uova; Natività e Natura morta) danno conto della linearità della sua ricerca pittorica. In interni allestiti come un set fotografico, pose, luci e ombre sono attentamente calcolate al fine di cogliere istanti perfetti: silenziosi e senza tempo preciso come in Piero della Francesca, semplici e complessi, quotidiani ed eterni.

MASSIMILIANO FABBRI

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, F|

Faenza, 1972

Composta da quattro opere, Canzone d’acqua può apparire sia come un moderno collage fotografico o digitale sia come una antica pala d’altare con sottostante predella. Artista di confine, Fabbri viaggia liberamente tra antico e nuovo, tra modernità e museo, tra aspetti concettuali e concretezza della pittura. I tre ritratti della madre e il grande volto del bambino sono come immersi in un denso liquido che può essere interpretato sia come quello amniotico, generatore di vita, sia come un elemento di conservazione o, più probabilmente, come quello finale.

INNOKENTIY FATEEV

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, F|

Novokuznetsk, Siberia, 1980

Anche un modesto soggetto ittico, quasi da pescheria, può divenire per Fateev occasione di pittura e di meraviglia. A interessarlo, in questo caso, sono i lucenti riflessi acquei sul corpo dei moscardini mentre in Peonia è una forte luce che quasi smaterializza i petali del fiore per ridurli a puro, quasi profumato, colore.

ILARIO FIORAVANTI

By |agosto 6th, 2015|Categories: Artisti, F|

Cesena, 1922 - Savignano sul Rubicone, 2012

Precoce disegnatore e amante dell'arte. Ben presto abbandona la pittura per dedicarsi all'architettura cui si dedicherà intensamente per almeno quindici anni vincendo concorsi e realizzando edifici pubblici, privati e di culto. Sempre privilegiando la primitiva passione per il disegno a mano libera, di dedica anche alla scultura. Nel 2015 viene organizzata, dal Comune e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, una sua mostra antologica postuma (con 140 sculture) al Castel Sismondo di Rimini.